Oggi sono stata a casa di un amico, che mi ha chiesto aiuto con il pc, e dato che io un pochino ci so fare ho accettato volentieri. Non vedevo Francesco da parecchio, lui è sempre più impegnato e non riusciva a ritagliarsi uno spazio per noi da mesi. Ci sentiamo spesso al telefono, ed anche in chat, ma vedersi dal vivo è un’altra cosa.

Ci siamo raccontati le nostre vite, come sempre, come tutte le volte che riusciamo a sentirci. Lui è così preso dal suo lavoro di responsabile marketing che non ha proprio tempo per respirare: trasferte, appuntamenti, in pratica non ha orari.

Mi ha fatta accomodare nel suo salotto di casa, e mi ha mostrato il problema col pc. Nulla di grave, ho risolto nel giro di pochi minuti.

Poi ho iniziato a parlargli della mia nuova attività, il sexy shop, ed ho attirato la sua curiosità. Mi ha fatto ridere, continuava a chiedermi come funzionava questo e quello e mi chiedeva di descrivergli gli oggetti più particolari. Non sapendo come descriverglieli sono andata sul sito di un sexy shop che conoscevo e che vendeva online i prodotti e gli ho fatto vedere le fotografie.

Scorrendo i vari oggetti si è fermato su alcuni vibratori di notevoli dimensioni. Ovviamente lì sono uscite una serie di battute incontenibili, ed io stando al gioco gli ho dato corda. Francesco era tra l’imbarazzato e l’eccitato, e ne sono certa perché lui stesso me lo ha confessato.

Gli ho guardato furtivamente il pacco ed era rigonfio, e il suo stesso viso tradiva una certa emozione nello starmi vicino e vedere tutte quelle immagini eccitanti.

Anch’io ero eccitata, ma non mi andava di scopare, avevo voglia di qualcosa di insolito, direi che avevo davvero voglia di giocare e di farlo morire un pochino.

Gli ho detto di continuare a guardare il monitor e di cercare bene tra i tanti prodotti quello che gli piaceva di più. Lui mi ha ascoltata, non sapendo cosa stavo per combinargli.

Era seduto su un divano dalla seduta molto profonda ed io ne ho approfittato per andargli alle spalle e sedermi esattamente dietro di lui, aprendo le gambe e racchiudendolo tra le mie cosce.
A quel punto Francesco si è stupito non poco, si è girato per guardare cosa stava succedendo, ma io sono diventata inflessibile!

“Non voltarti”, gli ho detto, e lui è rimasto fisso a guardare il monitor, con lo sguardo perso tra film porno e palline tahilandesi.

Io nel frattempo mi sono avvinghiata a lui da dietro, strusciandomi bene sul suo sedere, facendogli intuire i miei bollori: era impossibile non sentire l’intenso calore che proveniva dal mio corpo, il mio desiderio era palpabile.

A quel punto gli ho detto che toccava a lui. Doveva scegliere un oggetto del sexy shop e raccontarmi ad alta voce cosa avrebbe voluto farci, doveva costruire a parole una specie di racconto coinvolgente con noi due come protagonisti.

Francesco aveva capito che io stavo giocando pesante, ha scelto un vibratore di medie dimensioni, ma molto molto realistico, ed ha iniziato a raccontare di come lo avrebbe usato su di me, durante una bella scopata.

Io nel frattempo ho slacciato i miei jeans ed ho tirato giù la piccola cerniera, facendogli intuire cosa stavo per fare.

La mia mano è finita dentro agli slip, vogliosa di sentire quanto ero bagnata e con la voglia di godere al più presto.

Francesco parlava, mi raccontava di quanto avrebbe voluto possedermi in piedi a pecorina di fronte ad uno specchio, ed io nel frattempo mi stavo masturbando con mille sussulti di piacere, e più godevo e più lo stringevo tra le cosce. Non lo vedevo bene in viso, ma credo fosse diventato decisamente rosso, perché il suo pacco era diventato ormai enorme e non ho ancora capito come abbia fatto a trattenere così i suoi istinti.

I miei mugolii aumentavano ed io non stavo facendo assolutamente nulla per controllarmi, anzi.

Lui ha capito che stavo per venire e che a lui non sarebbe toccato nulla, voleva girarsi a guardare la mia faccia da porca ma glielo impedivo. Lui era solo narratore, non aveva diritto ad altro.

Soffri Francesco, fattelo diventare bello duro che così mi eccito di più.

Stavo per venire, le mie cosce erano ormai fradice e lui mi ha detto: “Ti sto sfondando il culo. Tra poco ti inondo.”

Ed è stato proprio sentendo quelle parole che ho emesso un forte gemito e sono venuta, tremando tutta e stringendolo a me.

Poi, in un ultimo gesto di cattiveria, mi sono messa un dito tra le cosce, l’ho bagnato con la mia eccitazione e glielo ho infilato in bocca, affinchè sentisse l’intenso sapore della mia passione. L’ho girato, passandolo bene sulla sua lingua, per accertarmi che avesse leccato ben bene tutto quel buon succo.

Sono troppo crudele, a volte.



Non vedevo Marco da parecchio tempo. E’ un mio vecchio amico, una specie di fiamma mai del tutto accessa, mai completamente spenta. Marco è il tipico uomo che mi fa eccitare al solo pensiero, uno di quelli a cui non so mai dire di no.
Certo, faccio un pò la preziosa, come tutte le donne. E so fare lo sguardo da mangiauomini, quando serve…ma a Marco concedo tutto, ed assecondo sempre ogni suo più piccolo desiderio.
Lui lo sa, ma non ne approfitta, e lascia che io faccia sempre ciò che mi sento di fare.

Ci siamo incontrati quasi per caso dopo diverse settimane di lontananza forzata. Lui sempre via per lavoro, io alle prese col mio nuovo sexy shop. L’ho trovato al bar, all’angolo, e ci siamo messi a raccontarci un pò di noi, della nostra vita. Progetti e problemi, come sempre.
Poi si è fatto tardi, io lo stavo salutando, pronta a correre al lavoro. Se non arrivavo in tempo Cindy si sarebbe arrabbiata moltissimo.
Mi sono alzata, ero già pronta ad abbracciarlo quando lui mi ha presa per un polso. Bloccata, con forza. Io l’ho guardato per pochi istanti negli occhi e non c’è stato bisogno di parole tra noi. Uno sguardo bastava a far intendere tutto.

Mentre lui pagava io ho mandato un sms a Cindy, le ho scritto "Arrivo tardi, poi ti spiego. Non posso dire di no".
Fortunatamente il mio appartamento era vicino, per cui non abbiamo dovuto impiegare molto per raggiungere le scale e salire fino alla porta di casa.
Io davanti, lui dietro di me. Sentivo il suo sguardo sulle mie gambe mentre salivo un gradino alla volta. Verso la cima delle scale ho rallentato apposta, per fargli gustare la minigonna che si alzava e per fargli capire bene cosa lo aspettava.

Finalmente sopra, lui mi ha condotta in camera da letto, e senza esitare un solo istante mi ha voltata e mi ha sbattuta a novanta gradi contro il muro. Io mi sono sentita indifesa, quasi violentata da un uomo che mi stava per possedere dopo settimane che non lo facevamo più. Ero in quella eccitantissima posizione, con il respiro in tumulto, il cuore a mille e il mio sesso che iniziava a colare dall’eccitazione.
Lui era sempre in silenzio, non aveva ancora detto nulla da quando eravamo usciti da quel bar.
Ad un certo punto ho sentito chiaramente la sua voce roca che mi ha chiamata "puttana".
Marco sa bene quanto io ami essere trattata così quando mi scopa, sa quanto mi piace farmi insultare mentre ho la figa aperta, pronta a prendere una buona dose della sua caldissima verga.

"Troia", mi ha detto.
Ed io sempre più eccitata, con il sedere all’aria che non vedevo l’ora di prenderlo tutto, tutto quello che mi aspettava.
E’ stato un attimo.
Marco ci ha impiegato pochissimo ad affondare il colpo. Gli è bastato appoggiarlo sul mio buchetto e di lì a poco era già tutto dentro, che mi possedeva con passione violenta. Io gemevo, fortissimo e più strillavo e più lui godeva nel farmi sua.
Si, lui sa farmi diventare un vero animale, sa tirare fuori tutti i miei istinti ed è così che non badavo più a nulla. Non mi importava se i vicini sentivano, non mi interessava di Cindy che mi aspettava al negozio. Volevo solo godermi tutto quel cazzo, sentire fino in fondo quella bellissima e deliziosa sensazione di essere solo una puttanella ai suoi servizi, pronta a ricevere tutto il suo seme.
E Marco non vedeva l’ora di darmelo. Sentivo che il ritmo aumentava, sempre di più, e il suo membro diventava sempre più grosso tra le mie cosce.

"Ho la spirale", gli ho detto, "se vuoi puoi riempirmi".
Lui non ha detto nulla, ma il pensiero di svuotarsi completamente dentro di me senza preservativo lo deve avere eccitato all’estremo. Credo che in quel momento non abbia capito più nulla, sentivo solo un toro che mi stava montando senza sosta, con una forza mai vista. Io ero esausta, ma non volevo smettere di prenderlo, prenderlo, prenderlo. Fino a che ho sentito che anche lui ansimava ed i suoi gemiti si mischiavano ai miei. Un urlo fortissimo e poi 5-6 colpi ben assestati e Marco mi ha riempita tutta.

Al solo ricordo sento di nuovo umido tra le cosce…mmhhhh…



Si è vero, sono sparita per un pò da questo mio posto segreto, da questo mio piccolo rifugio in cui mi son sempre lasciata andare ai pensieri più intimi.
In realtà non l’ho fatto di proposito,anzi, la lontananza si è fatta sentire moltissimo, ma sono stata davvero molto impegnata per colpa del lavoro. Ho lasciato quello che facevo prima che non mi dava alcuna soddisfazione e dopo tanta fatica sono riuscita ad aprire un sexy shop tutto mio, insieme ad una mia carissima amica, Cindy.
Non vi dico quanto abbiamo impiegato a sistemare il locale e a decidere gli articoli da acquistare!
Beh, sinceramente, non è stata certo una fatica passare tutto quel tempo con Cindy per decidere i pezzi che ci piacevano di più. Ammetto che entrambe ci siamo lasciate molto influenzare dai gusti personali: io ho alcune perversioni, lei ne ha altre, di tutt’altro genere, e quindi ci siamo divertite a parlare di quello che ci piaceva e delle esperienze che avevamo fatto con questi eccitanti oggetti del desiderio. Io sono sicuramente una donna disinibita, ma devo dire che anche lei è un peperino mica male…
Ora non vi voglio svelare nulla di più, ma sicuramente avrò tempo per raccontarvi quello che stiamo combinando insieme.

Stasera non sono di molte parole: è ora di una bella doccia rinfrescante e poi di un baby-doll leggero da far scivolare sulla pelle. C’è troppo caldo qui, se potessi girerei senza nulla addosso. Ma un piccolo segreto questa notte me lo voglio concedere: dopo la doccia non voglio tenere nemmeno il perizoma, voglio sentire l’aria fresca che me la solletica e la fa eccitare. Magari mi viene voglia di accarezzarmi un pò…