Era uno di quei pomeriggi in ufficio in cui il lavoro sembrava scorrere da solo, e Luca e Lisa avevano finito per abbandonare i computer per una di quelle chiacchierate che ormai erano diventate la parte più attesa della giornata. Lisa aveva ripreso a raccontare episodi del suo passato, quei frammenti di vita intima che condivideva con lui con una naturalezza che lo turbava e lo affascinava allo stesso tempo.
Lisa: “Oh, questo mi ha fatto venire in mente un’altra volta… Ero al cinema con Marco, un ragazzo con cui uscivo qualche anno fa. Avevamo scelto un film a caso, tanto per stare un po’ insieme… Ma era davvero noioso, non faceva che parlare e parlare senza che succedesse nulla.”
Luca la guardò, già pregustando dove quel racconto sarebbe andato a parare. Sentì il familiare mix di eccitazione e gelosia iniziare a montargli dentro, quello che ormai aveva imparato a conoscere così bene ascoltando le storie di Lisa.
“A un certo punto, per ingannare il tempo, abbiamo iniziato a baciarci. All’inizio erano baci innocenti, scherzosi… Ma poi hanno cominciato a farsi più intensi, più urgenti. Le sue mani hanno iniziato a vagare su di me, accarezzandomi attraverso i vestiti… E le mie, beh, non sono state da meno.”
Luca si agitò sulla sedia, cercando di immaginare la scena. Lisa e Marco avvinghiati nel buio della sala, le bocche che si esploravano famelici, le mani che si insinuavano sotto i tessuti in cerca di pelle nuda… L’immagine gli fece seccare la gola e pulsare il sangue nelle vene.
“Ben presto i vestiti hanno cominciato a sembrarci di troppo. Con dita febbrili, ho iniziato a sbottonargli la camicia, a saggiare il calore della sua pelle sotto i polpastrelli. Lui invece ha infilato una mano sotto la mia gonna, risalendo lungo la coscia fino a raggiungere il bordo dei miei slip…”
Luca trattenne il respiro, il cuore che accelerava a quelle parole. Poteva quasi sentire il calore di quella coscia sotto le dita, l’elettricità di quell’intimità rubata nell’oscurità di un cinema…
“Quando ha sfiorato il tessuto già umido del mio intimo, non ho potuto trattenere un gemito. Era così eccitante, così proibito… Sapere che avrebbe potuto vederci in qualsiasi momento, che stavamo facendo qualcosa di così intimo e segreto in un luogo pubblico…”
Luca si morse il labbro, lottando per mantenere il controllo. L’idea di Lisa bagnata di desiderio, di lei che si lasciava andare a quel gioco pericoloso… Gli faceva ribollire il sangue con una forza primitiva, incontrollabile.
“A quel punto volevo di più, molto di più. Così, con un gesto deciso, ho abbassato la zip dei suoi jeans e ho infilato la mano dentro, trovando subito la sua erezione. Era così duro, così caldo… Quando ho iniziato ad accarezzarlo, a massaggiarlo attraverso il cotone dei boxer, l’ho sentito tendersi e fremere sotto il mio tocco.”
Luca non riuscì a trattenere un gemito soffocato. L’immagine della mano di Lisa che si chiudeva su quel sesso pulsante, che lo esplorava con tocchi audaci… Era insieme una tortura e un’estasi, un desiderio così forte da far male.
“Incoraggiata dalle sue reazioni, mi sono fatta più audace. Ho infilato la mano sotto l’elastico dei boxer, stringendo le dita direttamente sulla sua carne nuda. La sensazione di quella pelle vellutata e bollente contro il mio palmo… Dio, mi ha fatto impazzire. Ho iniziato a muovere la mano su e giù, in un ritmo sempre più serrato, godendo di ogni suo sussulto, di ogni ansito soffocato…”
Luca chiuse gli occhi, lasciandosi travolgere da quelle immagini. Poteva quasi sentirla, quella mano morbida e decisa insieme, che lo portava verso vette di piacere mai raggiunte… E anche se sapeva che era solo una fantasia, anche se in quel cinema c’era Marco e non lui… Non poteva fare a meno di immaginarsi al suo posto, di desiderarlo con ogni fibra del suo essere.
“Quando ha iniziato a muovere i fianchi per andarmi incontro, quando l’ho sentito pulsare e tendersi sempre di più… Ho capito che era vicino al limite. Così ho accelerato ancora le mie carezze, stringendo appena la presa, fino a quando con un gemito strozzato si è riversato nella mia mano, in lunghi fiotti caldi che mi hanno fatto sentire potente ed ebbra allo stesso tempo.”
Luca si aggrappò ai braccioli della sedia, il respiro affannoso, il corpo scosso da brividi incontrollabili. L’idea di Lisa che portava Marco all’orgasmo, che lo faceva vibrare e sciogliere con il suo tocco… Era devastante e meravigliosa allo stesso tempo, un’immagine che sapeva lo avrebbe perseguitato per giorni, per notti intere.
Lisa lo fissò, gli occhi scuri di consapevolezza. Ormai aveva imparato a riconoscere i segni del suo turbamento, del suo desiderio a stento trattenuto… E ogni volta, sentiva una scossa di eccitazione attraversarla, sapendo di essere lei la causa di quello sconvolgimento.
“Fu un’esperienza incredibile… Il sapore del proibito, il rischio di essere scoperti… Aggiunsero una carica erotica indescrivibile a quei gesti già di per sé così intimi. Fu come se in quel cinema avessimo oltrepassato un confine, sfidando ogni convenzione sociale per il semplice gusto di possederci, di scoprirci fino in fondo.”
Luca annuì, incapace di proferire parola. Sapeva esattamente di cosa stesse parlando Lisa… Perché era lo stesso confine che sentiva di star sfidando ogni volta che lei gli raccontava quei dettagli così intimi, ogni volta che la immaginava persa nel piacere tra le braccia di un altro uomo.
Era un confine fatto di gelosia e desiderio, di attrazione proibita e di paura di non essere abbastanza. Un confine che, ora lo sapeva, avrebbe inevitabilmente oltrepassato anche lui, spinto da una forza più potente di qualsiasi convenzione o legame esistente.
Perché ascoltando Lisa, lasciandosi trasportare dalle sue parole in quel mondo di sensazioni proibite… Aveva capito che il suo desiderio per lei non conosceva limiti né barriere. Che avrebbe fatto qualsiasi cosa, sfidato chiunque, pur di averla, di farla sua in ogni modo possibile.
E forse, si disse, il loro confine non era poi così diverso da quello che Lisa aveva attraversato in quel cinema. Forse, nel condividere quei racconti, nel perdersi insieme in quelle fantasie segrete… Stavano già oltrepassando ogni limite, bruciando ogni ponte alle loro spalle.
Restava solo da vedere fin dove quel sentiero proibito li avrebbe condotti. Se li avrebbe portati all’estasi finale o alla dannazione eterna.
Ma una cosa era certa: non avrebbero smesso di percorrerlo. Non finché avessero avuto una scintilla di desiderio nel sangue e un briciolo di coraggio nell’anima.
Perché ormai erano complici, amanti nell’immaginazione se non ancora nella carne. E nulla, nessuno, avrebbe potuto fermarli dal portare quella fantasia nella realtà.
Non importava il prezzo da pagare o le conseguenze da affrontare. Ne sarebbe valsa la pena, fino all’ultimo respiro.
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