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chiacchiere in aereo

Chiacchiere in aereo

[Lisa e Luca sono seduti vicini in aereo, diretti a Londra per un meeting con un cliente. Attorno a loro non c’è nessuno, e il rombo dei motori copre le loro voci, creando una bolla di intimità e riservatezza.]

Lisa: (con un sorriso malizioso) “Sai, stavo ripensando a quello che ti ho raccontato l’altro giorno… Di Marco e della sua passione per il sesso orale. Di come adorasse assaggiarmi, esplorarmi con la lingua per ore e ore…”

Luca sentì un brivido percorrergli la schiena al ricordo di quel racconto così piccante. L’immagine di Marco che si perdeva tra le cosce di Lisa, che la divorava con fervore instancabile, era insieme un tormento e una tentazione, uno stimolo per la sua gelosia e per la sua fantasia…

“Beh, quei discorsi mi hanno fatto venire in mente le mie prime esperienze in quel campo. Le mie prime, timide esplorazioni del piacere orale… Non con Marco, ma molto prima. Addirittura con Davide, il mio primissimo ragazzo, ricordi?”

Luca trattenne il respiro. Ogni volta che lei evocava uno dei suoi ragazzi passati, lui si sentiva bruciare di una curiosità dolorosa e insieme irresistibile, di un bisogno quasi fisico di sapere, di immaginare…

“Con lui fu tutto così nuovo, così elettrizzante… Scoprire il suo corpo con le dita, con le labbra. Assaporarne ogni piega, ogni segreto. All’inizio ero goffa, insicura… Non sapevo bene come muovermi, come dare piacere con la bocca. Ma Davide fu dolcissimo, paziente. Mi guidò con gentilezza in quell’esplorazione, incoraggiandomi a sperimentare, a lasciarmi andare…”

Chiuse gli occhi per un istante, assorta in quel ricordo lontano eppure ancora così vivo, così palpitante di emozioni e sensazioni. Luca la fissava incantato, rapito da quell’espressione di nostalgica tenerezza che le ammorbidiva i lineamenti, rendendola ancora più bella e desiderabile.

Lisa: “Pian piano, presi confidenza. Imparai a giocare con la pressione della lingua, con il ritmo dei movimenti. A stuzzicarlo e a calmarlo a turno, fino a farlo impazzire di desiderio. E quando finalmente lo presi tutto in bocca, quando lo sentii pulsare e fremere tra le mie labbra… Fu un’emozione indescrivibile. Un senso di potere e di intimità insieme, come se in quel momento fosse completamente mio, alla mia mercé…”

Luca sentì il cuore accelerare i battiti, l’eccitazione che montava nel basso ventre al pensiero di Lisa inginocchiata tra le gambe di Davide, le labbra strette intorno alla sua erezione palpitante… Avrebbe dato qualsiasi cosa per essere al posto di quell’uomo in quel momento. Per potersi abbandonare così alla sua bocca curiosa e devota, per potersi perdere in quel piacere caldo e avvolgente…

Ma Lisa non aveva finito. Con un sospiro, riprese:
“Eppure… Per quanto mi eccitasse, per quanto mi inebriasse quel potere… C’era qualcosa che non mi convinceva fino in fondo. Perché non riuscivo ad avere lo stesso controllo che avevo con le mani, capisci? Non potevo decidere io quando e come farlo venire, non potevo gestire ogni sfumatura del suo piacere come facevo con le dita…”

Scrollò le spalle, un’ombra di frustrazione che le attraversava il viso.

“Era come se, nel momento in cui lo prendevo in bocca… Una parte di quel dominio mi sfuggisse. Come se fosse lui, con le sue reazioni incontrollabili, a dettare i ritmi e l’intensità di quell’amplesso. E io… Io non potevo farci niente. Potevo solo assecondarlo, cercare di stargli dietro fino all’inevitabile, rapida conclusione.”

Tacque per un istante, lo sguardo perso nel vuoto. Poi, con un sorriso ironico, aggiunse:
“Fu allora che capii che il sesso orale, per quanto mi piacesse, non sarebbe mai stato il mio forte. Che non mi avrebbe mai dato le stesse soddisfazioni, lo stesso senso di onnipotenza delle mie mani sapienti. E così, anche con i partner successivi… Continuai certo a farlo, a esplorare e assaporare con entusiasmo. Ma senza mai abbandonarmici completamente, senza mai lasciare che diventasse il fulcro delle nostre attività erotiche.”

Luca annuì lentamente, affascinato e insieme turbato da quella confessione. C’era qualcosa di incredibilmente eccitante nel pensiero di Lisa che si lasciava andare al piacere di dare piacere, che assaporava con ogni senso il corpo dei suoi amanti… Ma c’era anche qualcosa di stranamente commovente nella sua ammissione di vulnerabilità, nella sua incapacità di dominare completamente quella particolare pratica.

Era come se, nel confidargli quel “difetto”, quella piccola crepa nella sua corazza di seduttrice impeccabile… Gli stesse offrendo un dono ancora più prezioso. La possibilità di vedere oltre la maschera, di conoscere e amare la vera Lisa, con tutte le sue insicurezze e imperfezioni.

E lui sentiva crescere dentro di sé il desiderio irresistibile di cogliere quel dono. Di stringere a sé quella creatura meravigliosa e fragile, e di sussurrarle che per lui era perfetta così, esattamente come era. Con la sua arte sopraffina e i suoi timori, la sua sensualità dirompente e le sue incertezze.

Perché era di lei che si era innamorato. Della donna vera, non del personaggio che recitava con tanta abilità.

E ora che lei glielo stava permettendo… Ora che gli stava mostrando sempre di più il suo vero volto, senza filtri né censure…

Lui non vedeva l’ora di ricambiare quella fiducia. Di donarsi a sua volta senza riserve, senza paure.
Di amarla come meritava di essere amata.
Con tutta l’anima, con tutto il corpo.
Fino a farle dimenticare ogni dubbio, ogni esitazione.
Fino a farle capire che con lui, e solo con lui… Poteva finalmente lasciarsi andare.
Poteva essere se stessa, in ogni sfumatura di luce e d’ombra.
Perché lui l’avrebbe accolta, adorata, incondizionatamente.

[Immagine di Anne Kroiß da Pixabay ]

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