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videocassetta

La mammoscopia

[Lisa e Luca sono in macchina, di ritorno dall’ospedale dopo l’esame di Lisa]

Lisa si rannicchiò sul sedile, ancora scossa dall’ansia per l’esame appena concluso. Anche se il medico l’aveva rassicurata, dicendo che non c’erano segni di anomalie, non poteva fare a meno di pensare a sua madre e a quello che aveva passato. La paura di rivivere quell’incubo era sempre in agguato, pronta a ghermirla nei momenti di vulnerabilità.

Ma poi, girandosi a guardare Luca concentrato sulla guida, sentì una fitta di calore e gratitudine pervaderla. Lui era lì. Aveva mollato tutto senza pensarci due volte per starle accanto, per tenerle la mano in sala d’attesa e rassicurarla con la sua sola presenza.

In quel momento, più che mai, Lisa sentì quanto fosse profondo e speciale il legame che li univa. Un legame che andava oltre l’attrazione fisica, oltre i giochi di seduzione e provocazione a cui si stavano abbandonando da qualche tempo.

Era qualcosa di più simile all’amicizia, alla complicità assoluta. Alla certezza di poter contare l’uno sull’altra, sempre e comunque.

E fu forse per questo, per il desiderio di ricambiare in qualche modo quella vicinanza così preziosa, che Lisa si ritrovò a dire: “Sai Luca, il tuo essere qui per me oggi mi ha fatto ripensare a un episodio del mio passato. Qualcosa di cui non ho mai parlato a nessuno, ma che sento di voler condividere con te.”

Luca le lanciò uno sguardo incuriosito, un lieve sorriso sulle labbra. “Sono tutto orecchie. Lo sai che adoro i tuoi racconti, anche quelli più imbarazzanti o scabrosi. Anzi, forse soprattutto quelli”, aggiunse con una punta di malizia.

Lisa rise, scuotendo la testa. “Beh, questo è sicuramente ai limiti dello scabroso, quindi preparati! Dunque… Quanti anni avevo? Quattordici, forse quindici. I miei si erano appena separati e io passavo molto tempo a casa da sola, o a fare i compiti con la mia amica Emanuela che abitava sullo stesso pianerottolo.”

Luca annuì, immaginando una giovane Lisa, tutta jeans strappati e broncio adolescenziale, che ciondolava per casa annoiata in cerca di distrazioni.

Lisa: “Emanuela aveva un fratello più grande, avrà avuto diciassette anni all’epoca. E noi, beh… Diciamo che avevamo sviluppato una certa curiosità per tutto ciò che riguardava il sesso, come ogni ragazza alle prime cotte e agli primi turbamenti ormonali.”

Luca sogghignò tra sé, già intuendo dove il racconto sarebbe andato a parare. L’idea di una Lisa adolescente che esplorava il suo lato più sensuale e malizioso era insieme tenera e incredibilmente eccitante.

Lisa: “Un giorno eravamo sole a casa di Emanuela, a sfogliare di nascosto una rivista porno che avevamo trovato sotto il letto di suo fratello. E ti lascio immaginare i commenti, le risatine, gli sguardi ammirati e insieme scandalizzati davanti a quelle immagini così esplicite…”

Luca si agitò sul sedile, cercando di scacciare dalla mente la visione di una giovanissima Lisa arrossata e tremante di eccitazione di fronte alla scoperta dei misteri del sesso. Era un’immagine insieme dolce e disturbante, che gli faceva provare emozioni contrastanti.

Lisa: “A un certo punto Davide, il fratello di Emanuela, rientrò in casa e ci sorprese con la rivista in mano. Io diventai rossa come un peperone, certa che ci avrebbe sgridate o che avrebbe detto tutto ai nostri genitori. Ma lui… Lui si limitò a guardarci con un sorrisetto furbo, come se la nostra curiosità lo divertisse.”

Luca strinse le mani sul volante, cercando di immaginare la scena. Il giovane Davide che osservava le due ragazzine con aria di finta superiorità, come un adulto di fronte all’ingenuità di due bambine.

Lisa: “E poi, senza dire una parola, andò in camera sua a prendere una videocassetta. La infilò nel registratore, premette play e ce la indicò con un cenno del capo. ‘Ecco, guardatevi questo. Così la prossima volta che vi vengono certe curiosità, saprete dove cercare le risposte’, ci disse con un ghigno malizioso. E poi se ne andò, lasciandoci sole davanti allo schermo.”

Luca trattenne il respiro, già immaginando cosa dovesse esserci su quella cassetta. L’idea di Lisa e Emanuela, due ragazzine inesperte e vulnerabili, abbandonate davanti a chissà quali immagini scabrose… Lo riempì di un senso di protezione e insieme di eccitazione proibita.

Lisa: “Era un film porno, ovviamente. Uno di quelli espliciti, crudi, senza trama o poesia. All’inizio rimanemmo pietrificare sul divano, gli occhi sbarrati di fronte a quelle scene di sesso così meccanico e grottesco. Ma poi… Poi qualcosa scattò dentro di noi. Una curiosità morbosa, un desiderio oscuro di vedere di più, di capire meglio i misteri di quei corpi nudi e ansimanti…”

Luca si morse il labbro, cercando di immaginare le reazioni di Lisa di fronte a quello spettacolo così sconvolgente per la sua innocenza. Il suo turbamento, il suo imbarazzo… Ma anche il suo risveglio sensuale, la scoperta di istinti e pulsioni fino ad allora sconosciuti.

Lisa: “Restammo incollate allo schermo per tutto il tempo, incapaci di staccare gli occhi da quelle immagini così crude e insieme ipnotiche. E quando il film finì, quando lo schermo diventò nero… Ci guardammo con occhi nuovi, carichi di una consapevolezza diversa. Come se quel video ci avesse fatto varcare una soglia, trascinandoci di colpo nel mondo misterioso e un po’ spaventoso della sessualità adulta.”

Luca annuì lentamente, pensieroso. Poteva capire come un’esperienza del genere potesse segnare profondamente una ragazzina, condizionando magari il suo approccio futuro al sesso e alle relazioni. E allo stesso tempo… Non poteva fare a meno di provare una punta di gelosia per quel Davide che, volente o nolente, aveva in qualche modo “iniziato” Lisa ai misteri della carne.

Come se anche lui, come Andrea o Marco o tutti gli altri uomini dei suoi racconti, avesse in qualche modo lasciato un’impronta indelebile sulla sua sensualità, plasmandola e indirizzandola verso certi gusti o certe preferenze.

E improvvisamente, Luca sentì il bisogno irresistibile di essere lui a lasciare il segno più profondo. Di cancellare con la forza del suo desiderio ogni traccia di quegli uomini dal corpo e dalla mente di Lisa, rivendicandola come sua in modo assoluto e definitivo.

Ma non poteva dirlo. Non ancora, non così. Perciò si limitò a mormorare: “Immagino che debba essere stata un’esperienza molto intensa per te. Qualcosa che ti ha fatto sentire di colpo proiettata in una dimensione nuova e un po’ pericolosa.”

Lisa annuì, fissando un punto nel vuoto. “Lo è stata, sì. In un certo senso, è stato come perdere un’innocenza che non sapevo nemmeno di avere. Come affacciarmi su un mondo fatto di pulsioni e istinti che mi affascinavano e mi terrorizzavano allo stesso tempo.”

Poi, voltandosi a guardare Luca con un sorriso malizioso, aggiunse: “Ma sai una cosa? Credo che sia stato anche il momento in cui ho iniziato ad apprezzare il potere della mia sensualità. A capire che il sesso poteva essere un’arma, un grimaldello con cui scardinare le difese altrui e ottenere ciò che volevo.”

Luca rabbrividì a quelle parole, cogliendo il sottotesto. Oh, se c’era una cosa che aveva imparato in quelle ultime settimane, era quanto Lisa sapesse usare il sesso e il suo fascino per farlo impazzire, per spingerlo sempre più vicino a quel limite oltre il quale non ci sarebbe stato più ritorno.

E in quel momento, percepì con assoluta chiarezza che lei lo stava facendo di nuovo. Che quel racconto solo apparentemente innocente era in realtà l’ennesima provocazione, l’ennesima mossa sulla scacchiera della loro partita a scacchi erotica.

Una partita in cui, ora lo capiva, c’era in gioco molto più di una semplice resa dei sensi. C’era in gioco il dominio assoluto sull’altro, il potere di plasmare e possedere l’altrui desiderio in modo totale e irrevocabile.

E lui… Lui non vedeva l’ora di giocare. Fino in fondo, fino alle estreme conseguenze.
Fino a quando non ci sarebbe stato un solo vincitore. E una sola, dolcissima sconfitta.

[Image fotodi Miguel Á. Padriñán da Pixabay]

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