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le mani

Quando scoprii il mio potere su di lui

Lisa: “Sai, dopo quell’episodio con il video porno… Qualcosa cambiò tra me e Davide. Era come se avessimo superato una soglia invisibile, come se ci fosse una nuova consapevolezza nei nostri sguardi, nei nostri gesti apparentemente casuali.”

Luca annuì, immaginando la tensione erotica crescente tra la giovane Lisa e quel ragazzo più grande, quel senso di proibito e insieme di inevitabile che doveva pervadere ogni loro interazione.

Lisa: “Lui trovava sempre nuove scuse per avvicinarsi a me, per sfiorarmi come per caso… Una mano che indugiava troppo a lungo sulla mia quando mi passava un oggetto, uno sguardo che scivolava sul mio corpo con un’intensità nuova, quasi famelica. E io… Io sentivo un brivido ogni volta, un calore sconosciuto che mi si raccoglieva nel bassoventre.”

Luca si agitò sul sedile, l’immagine di quel flirt adolescenziale eppure così carico di sottintesi che gli faceva ribollire il sangue di un misto di gelosia ed eccitazione.

Lisa: “Un pomeriggio eravamo soli in casa sua, Emanuela era uscita per una commissione. Stavamo guardando la tv sul divano, ma c’era una tale elettricità tra noi che dubito che uno dei due potesse dire di che programma si trattasse. A un certo punto, senza staccare gli occhi dallo schermo, Davide mi prese la mano e se la pose sul grembo.”

Luca trattenne il fiato, il cuore che accelerava all’immagine di quella mano innocente posata su quel punto così intimo e proibito.

Lisa: “Sentii il calore di lui attraverso la stoffa dei jeans, e qualcos’altro… Qualcosa di duro e pulsante che premeva contro il mio palmo. Per un attimo rimasi pietrificata, spaventata da quella sensazione nuova e sconcertante. Ma poi, quasi senza rendermene conto, iniziai a muovere la mano. Prima piano, poi con più sicurezza, esplorando la forma e la consistenza di quell’eccitazione maschile per me ancora misteriosa.”

Luca si morse il labbro, cercando di immaginare le emozioni della giovane Lisa in quel momento. Lo shock iniziale, l’imbarazzo… Ma anche la curiosità, il desiderio di scoprire e toccare con mano quei segreti del corpo maschile che fino ad allora aveva solo intravisto in foto o video rubati.

Lisa: “Davide iniziò a sospirare e ad agitarsi sotto il mio tocco, la sua eccitazione che cresceva a dismisura sotto le mie dita inesperte. Mi sentivo potente ed elettrizzata, ebbra di quella nuova consapevolezza del mio potere sul suo corpo. Quando alla fine lui emise un gemito strozzato e sentii il suo sesso pulsare e contrarsi sotto il mio palmo… Fu scioccante e meraviglioso insieme.”

Luca si sentì attraversare da un brivido, una scarica di desiderio e di frustrazione bruciante. L’idea di quella Lisa appena adolescente che donava il suo primo orgasmo a un ragazzo, che si inebriava di quel potere erotico appena scoperto… Lo riempiva di un senso di gelosia primordiale, di voglia di essere lui il destinatario e l’oggetto di quella esplorazione.

Lisa: “Da quel momento, diventò la nostra routine segreta. Ogni volta che restavamo soli, le mie mani trovavano il loro posto tra le sue gambe, sempre più audaci ed esperte. Imparai presto cosa lo faceva impazzire, come alternare carezze lievi e pressioni più decise per portarlo al culmine in pochi minuti. Era il nostro gioco erotico, il nostro segreto… E io non ne avevo mai abbastanza.”

Luca si sentì avvampare, le parole di Lisa che dipingevano scene sempre più vivide e disturbanti nella sua mente. Poteva vederla, la giovane Lisa che si lasciava trasportare da quella passione proibita, che esplorava con mani avide il corpo di quel ragazzo più esperto… E una parte di lui avrebbe dato qualsiasi cosa per essere al suo posto, per sentire quelle dita curiose e vogliose percorrere la sua carne tesa fino a farlo esplodere.

Lisa: “Era diventata una specie di ossessione per me, il bisogno di vedere e sentire Davide perdere il controllo sotto il mio tocco. Mi eccitava da morire l’idea di avere quel potere su di lui, di poterlo far tremare e ansimare di piacere con un semplice movimento del polso. Passavo le giornate a sognare quei momenti rubati, a escogitare nuovi modi per farlo impazzire…”

Luca si sentì quasi mancare l’aria, travolto dalla furia del desiderio e della gelosia che quelle parole scatenavano in lui. Immaginava la frenesia di quei corpi giovani avvinti in un piacere segreto, la voracità erotica di quei gesti ancora acerbi eppure così potenti… E si ritrovò a invidiare Davide con una forza che lo lasciava scosso, svuotato.

Lisa lo guardò con la coda dell’occhio, beandosi del suo smarrimento. Sapeva esattamente cosa stava provocando in lui con quel racconto, quali corde di desiderio e possesso stava toccando… E questo la riempiva di un senso di trionfo e di eccitazione insieme.

Perché conosceva Luca, ormai. Conosceva la sua ossessione per lei, il suo bisogno viscerale di essere il primo, l’unico… E sapeva che ogni parola su Davide era come una frustata sulla sua libido, uno sprone a immaginare se stesso al suo posto, a quel tempo e in quegli atti.

Ma non era ancora il momento di concederglielo. Non fino in fondo, non senza riserve. Prima doveva farlo impazzire ancora un po’, doveva stuzzicare la sua fantasia e la sua gelosia fino a fargli perdere ogni controllo.

Solo allora, quando sarebbe stato una massa di nervi scoperti e di desiderio incandescente… Allora gli avrebbe concesso di essere lui l’uomo dei suoi racconti. Di prendere il posto di Davide e di ogni altro nelle sue memorie e nelle sue fantasie.

Fino a quel momento… Avrebbe continuato a giocare con lui. A torturarlo dolcemente con quelle storie di passione adolescenziale, di segreti erotici sussurrati nel buio.

Fino a quando non sarebbe stato lui a implorare pietà. A supplicarla di fare di quei racconti una realtà, di trasformare quelle fantasie in carne e sospiri.

E allora… Oh, allora sì che si sarebbe divertita. Allora gli avrebbe mostrato quanto in là poteva spingersi la sua arte erotica, quanto potesse essere insaziabile la sua fame di lui.

Ma per ora, doveva limitarsi ad assaggiare il suo sconvolgimento. A bearsi del caos che vedeva crescere nei suoi occhi scuri, promessa di una resa tanto agognata quanto inevitabile.

Perché era solo questione di tempo, ormai. Solo questione di trovare il punto di rottura.

E lei era un’esperta nel tenderlo fino allo spasimo. Fino a quel singulto che precede lo strappo definitivo.

Non vedeva l’ora di vederlo arrivare a quel punto. Di sentirlo spezzarsi sotto le sue mani sapienti.

Proprio come Davide, tanto tempo prima. In quel pomeriggio segreto che aveva segnato la sua iniziazione a un potere antico come il mondo.

Il potere di sedurre. Di irretire.
E di condurre alla più dolce delle capitolazioni.

[Immagine da Freepik.com]

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