Era un altro di quei pomeriggi in ufficio in cui sembravano essersi dimenticati completamente del lavoro. Luca e Lisa erano sprofondati nelle loro sedie, immersi in una di quelle conversazioni che ormai caratterizzavano i loro momenti insieme. Ma stavolta Lisa aveva un’espressione diversa, quasi studiata, come se stesse preparando il terreno per qualcosa di particolare.
“Sai Luca,” iniziò con un sorriso che lui non riuscì a decifrare, “stavo pensando… Noi parliamo sempre di tutto, di lavoro, di famiglia, di ricordi… Ma non abbiamo mai affrontato argomenti più, diciamo, intimi.”
Luca la guardò incuriosito, sentendo un leggero brivido di aspettativa lungo la schiena. “Intimi in che senso?”
Il sorriso di Lisa si fece malizioso. “Beh, sai… Preferenze, fantasie… Quelle cose che di solito non si condividono con un semplice amico.”
Luca deglutì a fatica, cercando di mantenere un tono neutro. “Ah sì? E tu vorresti… condividerle con me?”
Lisa si avvicinò appena, abbassando la voce in un sussurro complice. “Forse sì… Se prometti di non scandalizzarti troppo.”
Luca annuì, la gola improvvisamente secca. “P-promesso.”
Lisa si sistemò sulla sedia, incrociando le gambe con aria casuale. Luca non poté fare a meno di notare il modo in cui la gonna le risalì appena sulla coscia, rivelando una porzione di pelle morbida e invitante.
“Beh, tanto per cominciare…” Lisa si leccò appena le labbra, un gesto che Luca seguì ipnotizzato. “Adoro il sesso orale. Specialmente quando sono io a riceverlo. C’è qualcosa di così intimo, di così… vulnerabile nel concedersi in quel modo, nel lasciarsi assaporare così profondamente…”
Luca sentì un’ondata di calore attraversargli il corpo a quelle parole. L’immagine di Lisa abbandonata al piacere, con la testa di un uomo tra le sue gambe, la schiena inarcata dall’estasi, gli fece seccare la bocca e pulsare il sangue nelle vene.
“Quel Marco di cui ti ho già parlato, per esempio…” Lisa parlava adesso con quella voce bassa e carica che usava quando voleva essere sicura di avere tutta la sua attenzione. “Era un maestro in quello. Sapeva sempre come toccarmi, come usare la lingua per farmi impazzire… Ricordo quella volta in macchina, mentre tornavamo da una festa…”
Luca trattenne il fiato, gli occhi che saettavano involontariamente verso il punto in cui la gonna di Lisa incontrava le cosce.
“Aveva parcheggiato in una stradina buia e deserta.” Lisa continuava a parlare con quella calma studiata, ma Luca notò come le sue pupille si stessero dilatando. “Mi ha fatto reclinare il sedile e senza una parola si è infilato tra le mie gambe. Quando ho sentito il suo respiro caldo sulla pelle, quando ha iniziato a baciarmi le cosce risalendo sempre più su… Ho capito subito dove voleva arrivare.”
Luca si aggrappò al bracciolo della sedia, lottando per mantenere il controllo. Poteva quasi sentirlo, quel respiro sulla pelle, quella bocca che esplorava centimetro dopo centimetro, avvicinandosi sempre di più al centro pulsante del piacere.
“E quando finalmente mi ha assaggiata…” Lisa chiuse gli occhi per un istante, come per rivivere la sensazione. “Dio, è stato come essere attraversata da una scossa elettrica. La sensazione della sua lingua che mi accarezzava, che giocava con la mia intimità… Mi ha fatto perdere completamente la testa. Ho stretto i pugni, inarcando la schiena, spingendomi contro la sua bocca come se ne andasse della mia vita…”
Luca non riuscì a trattenere un gemito strozzato. L’immagine di Lisa che si contorceva dal piacere, che si aggrappava ai capelli di Marco per tenerlo lì, sempre più vicino, sempre più profondamente, era insieme una tortura e un’estasi, un desiderio così forte da far male.
Lisa lo fissò con occhi scintillanti di malizia e di qualcos’altro, qualcosa di più oscuro e affamato. “È stato uno degli orgasmi più intensi della mia vita,” mormorò con voce roca. “La sensazione di quel piacere che mi travolge, che mi fa vibrare e sciogliere fino all’ultima fibra… Non c’è niente di più bello, di più potente.”
Luca annuì lentamente, incapace di proferire parola. Sapeva che avrebbe dovuto dire qualcosa, spezzare in qualche modo la tensione quasi palpabile che si era creata tra loro, ma non ci riusciva. Non quando ogni cellula del suo corpo gridava di desiderio, di voglia di essere lui a far provare quelle sensazioni a Lisa, a farla vibrare e sciogliere sotto la sua lingua.
Lisa sembrò intuire i suoi pensieri, perché si sporse appena verso di lui, gli occhi fissi nei suoi con un’intensità bruciante. “E tu, Luca?” mormorò con voce bassa e provocante. “Tu non hai mai fantasticato di farlo? Di perderti tra le gambe di una donna fino a farle dimenticare il proprio nome?”
Luca si sentì avvampare, il cuore che batteva all’impazzata. Era come se Lisa gli avesse letto nella mente, come se avesse dato voce al desiderio segreto e inconfessabile che lo tormentava ormai da tempo.
Perché sì, ci aveva fantasticato. Eccome se ci aveva fantasticato. E non con una donna qualsiasi… Ma con lei. Solo con lei.
Ma non poteva dirglielo. Non così, non ora. Sarebbe stato come oltrepassare un confine, come gettare una maschera che indossava da troppo tempo per potersene liberare senza conseguenze.
Così, con uno sforzo immenso, distolse lo sguardo e si schiarì la voce. “Io… Non saprei. Non ci ho mai pensato più di tanto,” mentì sperando di sembrare convincente.
Ma Lisa non era stupida. E il sorriso enigmatico che gli rivolse gli fece capire che la sua bugia non l’aveva convinta affatto.
“Davvero?” La sua voce era diventata un sussurro carico di sottintesi. “Eppure avrei giurato di vedere una certa… fame nei tuoi occhi, mentre ti raccontavo quella storia. Come se ti stessi immaginando al posto di Marco, tra le mie cosce…”
Luca sentì il sangue defluire dal viso per poi riversarglisi tutto insieme nel basso ventre. Come faceva a saperlo? Come faceva a intuire con tale precisione i pensieri torbidi e sconvenienti che gli affollavano la mente?
Forse perché erano gli stessi che, ne era sicuro ormai, animavano anche lei. Forse perché quel confine che lui si sforzava disperatamente di non oltrepassare… Lei lo aveva già superato da tempo, nella mente se non ancora nel corpo.
E ora lo stava invitando a fare lo stesso. A gettare la maschera, a rivelare finalmente la fame che lo divorava da dentro.
Una fame che, lo sapeva, non si sarebbe placata con semplici parole o fantasie rubate. Una fame che avrebbe richiesto ben altro per essere saziata.
E mentre la fissava, mentre cercava di decifrare il linguaggio segreto del suo corpo, Luca sentì crescere dentro di sé una consapevolezza nuova e spaventosa.
Che forse era arrivato il momento di smettere di mentire. A Lisa, ma soprattutto a se stesso.
E che forse, se avesse trovato il coraggio di assecondare quella fame, ne sarebbe valsa la pena.
Qualunque fosse stato il prezzo da pagare.
[Foto di Yogendra Singh]




